Calcolo parcella avvocato
Con questo strumento passi dall'onorario concordato alla parcella completa: inserisci il compenso, controlli spese generali e contributo di Cassa Forense e ottieni IVA, totale della fattura e netto che incassa l'avvocato dopo la ritenuta d'acconto.
Calcola la parcella dell'avvocato
Come si costruisce la parcella dell'avvocato
La parcella dell'avvocato parte dall'onorario concordato per la prestazione: per gli incarichi giudiziali il compenso si determina di norma sul valore della causa, con i parametri del tariffario forense, mentre per le consulenze stragiudiziali vale l'accordo scritto tra cliente e professionista. Una volta fissato il compenso, la fattura si compone sempre delle stesse voci: il rimborso forfettario delle spese generali, il contributo integrativo della Cassa Forense addebitato al committente e l'imposta sul valore aggiunto.
Sul compenso maggiorato delle spese generali e del contributo integrativo si applica l'IVA al 22%, l'aliquota ordinaria. Se il cliente è un sostituto d'imposta — un'azienda, un ente pubblico, un condominio o un altro professionista — dal totale si trattiene la ritenuta d'acconto del 20% prevista sui compensi di lavoro autonomo: non è una riduzione dell'onorario, ma un acconto sulle imposte che il committente versa per conto dell'avvocato e che questi scomputa in dichiarazione.
Il netto che resta al professionista è quindi pari al totale della parcella meno la ritenuta trattenuta. Restano fuori dalla fattura il contributo soggettivo della Cassa e le imposte sul reddito, che l'avvocato paga in proprio.
Esempio: dall'onorario al netto che incassa l'avvocato
| Onorario concordato | Parcella totale (IVA 22% inclusa) | Ritenuta d'acconto 20% | Netto incassato |
|---|---|---|---|
| 1.000 € | 1.459,12 € | 230 € | 1.229,12 € |
| 2.500 € | 3.647,80 € | 575 € | 3.072,80 € |
| 5.000 € | 7.295,60 € | 1.150 € | 6.145,60 € |
| 10.000 € | 14.591,20 € | 2.300 € | 12.291,20 € |
Gli importi sono calcolati con le percentuali predefinite del calcolatore (spese generali forfettarie, contributo di Cassa e ritenuta) su un committente sostituto d'imposta: cambia le percentuali nel form per adattare l'esempio al tuo accordo. Se invece devi ricostruire l'onorario partendo dal valore della causa, usa il calcolatore dedicato alla fattura dell'avvocato.
Come usare questo calcolatore
- Inserisci l'onorario concordato con il cliente. Il punto di partenza è il compenso pattuito per la prestazione: se non è ancora fissato, si determina con i parametri del tariffario forense in base al valore della causa.
- Verifica spese generali e contributo di Cassa. Controlla le due percentuali: il rimborso forfettario delle spese di studio e il contributo integrativo della Cassa Forense, che viene addebitato al committente in fattura.
- Calcola parcella avvocato con o senza ritenuta. Imposta 1 se il committente è un sostituto d'imposta per vedere anche la ritenuta trattenuta, oppure 0 per la fattura di un cliente privato.
- Leggi il totale e il netto da incassare. Premi Calcola e leggi onorario, contributo di Cassa, IVA e totale della fattura, con la ritenuta trattenuta e il netto finale.
Domande frequenti
Come si calcola la parcella di un avvocato?
Si parte dall'onorario, determinato in base al valore della causa e alla complessità dell'incarico, e si aggiungono spese generali forfettarie, contributo integrativo della Cassa Forense e IVA al 22%; se il committente è un sostituto d'imposta si detrae la ritenuta d'acconto del 20%.
La ritenuta d'acconto è un costo in più per il cliente?
No: il cliente trattiene il 20% dal totale e lo versa all'Agenzia delle Entrate per conto dell'avvocato a titolo di acconto d'imposta. Non è un compenso ulteriore e il professionista lo recupera in dichiarazione.
Il contributo di Cassa Forense si addebita al cliente in fattura?
Sì, il contributo integrativo va addebitato al committente ed entra nella base imponibile IVA. Il contributo soggettivo, invece, è a carico dell'avvocato e non compare nella parcella.
Quando non si applica la ritenuta d'acconto sulla parcella?
Quando il cliente non è un sostituto d'imposta: i privati e i committenti esteri non applicano la trattenuta, quindi l'avvocato incassa l'intero totale della fattura.
Perché il netto incassato è più basso del totale della parcella?
Perché dal totale si sottrae la ritenuta d'acconto del 20%, che è un acconto sulle imposte: il differimento è temporaneo e la somma viene scomputata dall'IRPEF dovuta in dichiarazione.
Cosa controllare nella fattura dell'avvocato
Nel documento trovi quattro voci distinte: compenso (l'onorario), spese generali (rimborso forfettario), contributo integrativo di Cassa (rivalsa previdenziale addebitata al cliente) e IVA. La ritenuta d'acconto figura invece come trattenuta: è la somma che il sostituto d'imposta versa all'Agenzia delle Entrate per conto dell'avvocato, utilizzando il modello F24 delle ritenute su reddito di lavoro autonomo.
Quando il committente è un privato o un soggetto estero la ritenuta non si applica, quindi il totale della parcella coincide con l'importo da incassare. Se l'avvocato è iscritto alla Cassa Forense, il contributo integrativo va sempre esposto in fattura: è una voce di rivalsa, non un compenso aggiuntivo.